Jeanine Áñez ha cercato di fuggire in Brasile

 

Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

24 Novembre 2020

 

I movimenti sociali boliviani attraverso un loro rappresentante del dipartimento del Beni hanno riferito domenica che l'ex presidente autoproclamata Jeanine Áñez ha cercato di fuggire in Brasile, ma è stata bloccata.

La Áñez cercava di salire a bordo di un aereo all'aeroporto Jorge Henrich Arauz nella città di Trinidad, per dirigersi in una città di confine e poi da lì passare in Brasile, un gesto che è stato considerato una vera e propria fuga.

“Vogliamo farvi sapere che nel dipartimento del Beni siamo ben organizzati contro questi neo fascisti, razzisti e discriminatori i quali abbatterono il fratello Evo Morales.

Vogliamo far sapere a tutta la Bolivia e al mondo che le nostre organizzazioni popolari insieme ai popoli indigeni e originari hanno messo alle strette e bloccato questa signora (la Áñez), mentre stava scappando dalla città di Trinidad per dirigersi in Brasile.

L'abbiamo bloccata e adesso l'abbiamo rinchiusa in un appartamento dove la controlliamo affinché non scappi e risponda dei massacri di Senkata e Sacaba che non devono rimanere impuniti, compagni.

Deve rispondere per i milioni di dollari che ha rubato allo Stato e al popolo boliviano.
Questa delinquente, coi suoi ministri, Álvaro Coimbra, Gelko Nuñez ed altri li teniamo sotto controllo 24 ore su 24 affinché non scappino e rispondano di fronte alla giustizia boliviana e alla giustizia della comunità internazionale" ha detto il portavoce del gruppo, nel video che circola sui social network e che finora non è stato smentito né dalla Áñez, né da alcun esponente della opposizione filo statunitense,
(video nel link http://www.hispantv.com/noticias/bolivia/482388/anez-intento-fuga ).

La scorsa settimana, già l'ex ministro degli Interni Arturo Murillo era fuggito dal Paese ed è poi arrivato a Panama. Mentre l'ex ministro della Difesa Fernando López è in Brasile https://www.facebook.com/1034770026536818/posts/5214919905188455/

A questo proposito, tre funzionari della Direzione Boliviana per la Emigrazione sono stati arrestati per aver permesso la fuga degli ex funzionari.

Ls Áñez ha attualmente 24 casi di corruzione aperti in tribunale di cui deve rispondere oltre ai già citati massacri di Senkata e Sacaba da parte delle forze di polizia e dell'esercito che avevano aderito al colpo di Stato.

L'Assemblea Legislativa Plurinazionale (Parlamento) infatti ha raccomandato lo scorso ottobre al Ministero Pubblico (Procura) di avviare un processo di responsabilità contro la Añez per i massacri di Sacaba, a Cochabamba e Senkata, a El Alto, avvenuti nel novembre 2019.
In questo documento, è accusata dei crimini di genocidio, tortura, sparizioni forzate e altri.

Le forze armate e la polizia furono fondamentali nel colpo di Stato del 10 novembre 2019, che ha costretto l'ex presidente Evo Morales a lasciare l'incarico. In diverse occasioni, il leader indigeno ha accusato l'alto comando militare boliviano di aver decorato con onorificenze i golpisti che hanno massacrato la popolazione.

In questa nuova fase che la Bolivia sta vivendo, dopo l'investitura del candidato del Movimento per il Socialismo (MAS), Luis Arce, come presidente del paese, le autorità, lui stesso compreso, hanno promesso di indagare sui vari crimini commessi durante l'anno in cui la Áñez è stata al governo.